Recensioni del libro

“SINTONIZZA L’ANIMA”

Grande giocoliere di parole questo nuovo autore. Ci conduce nella parte più profonda e nascosta dell’anima, subito dopo ci risolleva verso spazi aperti e colorati. Gioca con i sentimenti più tragici, si muove lieve verso la tenerezza, ci fà ridere, riflettere, piangere. Riesce a farci vivere più emozioni in pochi versi. Non è facile dare una forma con le parole ad un’emozione, Michele J. Romano ci è riuscito in pieno.

Simona Bertocchi scrittrice

Il libro di Michele J. Romano è un fiume in piena, una narrativa originale, apparentemente disomogenea ma veramente intensa, che ti trascina fino al delta in un turbinio unico di emozioni e autenticità.

Emanuele Properzi Scrittore


BELLISSIMO!!!! L'ho letto tutto, d'un botto. Davvero, davvero bello. Ci tenevo a sottolineare come sei riuscito, con poche parole, a rendere quello che , per altri, può essere una semplice amicizia virtuale, ma per chi vive momenti di sconforto e depressione risulta un'ancora di salvezza. Perchè, almeno per me, così è stata. L'aver incontrato la (S)community, mi ha dato una forza che non credevo di possedere...E forse è vero: è possibile che l'amicizia nasca anche da qui, da dietro uno skermo, con delle parole (e poi di parole, noi, ne abbiamo scritte tante). Quel vivere tra sogno e realtà del protagonista (ovviamente "puramente casuale" -???-), tra un letto di ospedale e la sua panchina è una metafora bellissima. Metafora o aneddoto. Ma l'importante, Jerry, Mike, o semplicemente Michele, è sapere che nulla accade per caso e che la vita monotona di ognuno, diventerà un giorno qualcosa di meraviglioso. Fidati! Anche quella di quell'uomo che in quella panchina fantastica un mondo tutto suo. Troverà la stella gemella, troverà quella grinta e quella forza per scrivere parole nuove.


E allora, Michele, spero solo una cosa: che nel tuo viaggio, nel tuo personalissimo viaggio dal letto di ospedale alla panchina, tu possa trovare il tuo Libro delle Ombre e imparare quell'incantesimo nascosto che finalmente ti darà la forza di dimenticare, annientare e fare tuo quel ricordo di quella strega che ti ha incatenato. Così sarai tu a vincere, semplicemente con un'altra, incantevole, poesia.



Bruno Casciaro, Recensione verificata IBS


In pochissimi giorni, tra un’ora libera e l’altra l'ho letto. Tanto breve quanto intenso. Ancora poesie, ma non solo. C’è spazio anche per un breve racconto romanzato. Iniziando a leggere si è subito catapultati in una dimensione di sofferenza, si vive una situazione di dolore ma allo stesso tempo di forza, coraggio e rabbia. E le parole che vengono usate sono molto cariche di sentimento. “Tutto è cominciato così” un’esortazione che da l’incipit a tutto il libro e che narra di un ragazzo, costretto in un letto di ospedale, incapace forse di accettare la dura realtà che lo ha visto ad un passo dalla morte. Inizia poi la parte romanzata, di un uomo in bilico tra la vita e la morte, che viene catapultato in luoghi e spazi temporali di cui egli stesso non riesce a trovare ragione. Solo di una cosa è certo: la felicità che prova quando riesce ad allontanarsi dal suo letto d’ospedale per ritrovarsi su una panchina, quella panchina che lo fa sentire libero, se stesso. Con la mente viaggia e si discosta temporaneamente dalla sua condizione, per tornare a vivere momenti e circostanze che sono in grado di concedergli attimi di grande emozione e verità. Il libro mantiene comunque ben salda quella che è la vera arte di Michele Romano: la poesia. Ed è affascinante il modo in cui sembra rivolgere ogni singolo verso che compone, per qualcuno, forse amici, che lui stesso dice appartenere ad un “mondo virtuale”. Le persone a cui sembrano essere dedicati molti dei versi di questo libro, saranno le stesse che lo accompagnano nella sua vita virtuale e che lo hanno sempre seguito? Non ci è dato saperlo. Chissà forse questo libro non è poi così soggettivo come a me e a molti potrebbe sembrare. Personalmente resto colpito da una cosa: non solo io, ma credo molti che avranno occasione di leggere questo libro, potranno in qualche modo sentirsi parte di esso. Quello che più conta, è il personaggio che ne esce alla fine, quando hai chiuso il libro. La personalità e stralci di vita del poeta, vengono ben delineati in quel mondo che ha scoperto essere il suo mondo: "è questo il foglio che ora ritrovo davanti ai miei occhi... bianco...bianco come può essere bianco lo splendore della vita [...] bianco trasparente... che ti mette a nudo... che non mente... che non ti mente... che ti riflette così come sei...". Finito di leggere il libro, si è presentata davanti a me una nuova lezione, ed io non potevo non prendere atto del profondo valore che quelle pagine conservano.



Danilo Pontone, Recensione verificata IBS


Un libro che ho trovato a dir poco illuminante. Col "pregiudizio" di non riuscire a vivere al 100% questo libro ho cominciato a leggerne la prefazione. Profonda, la tipica sensazione di uno scrittore che si trova dinanzi a sè un foglio bianco .Un catapultarsi nella testa di un uomo che cerca di infondere nero su bianco le sue emozioni e d'un tratto ti trovi ad ascoltare i suoi consigli Già, i consigli. I consigli di chi forse ha vissuto esperienze di vita che nessuno può immaginare, che ha affrontato i problemi cadendo e rialzandosi dal suolo, chi ha capito cosa significa sogno e cosa significa cercare di realizzarlo con sconfitte e vittorie. L'umiltà delle parole, quella ricerca assoluta della semplicità, linearità dei versi, rendono ogni poesia quasi un discorso, quasi una lettera...Ogni soggettività si incastona perfettamente tra le rime, la poesia diventa prosa senza perdere il suo fascino. Ogni parola al posto giusto e ad ogni posto la giusta parola, senza termini incomprensibili o macchinazioni letterarie: semplicità e freschezza e tanta irriverente umiltà. Non esiste distacco tra poeta e lettore, non esistono livelli di sorta. E se esistono, in alcuni istanti, è il poeta a trovarsi qualche gradino più in basso, che tenta di scrutare il mondo da terra. Con gli occhi critici di un uomo che dietro parole comuni, espressioni dialettali, rime a volte inesistenti nasconde invece ferite che cerca di scrivere su foglio. E la ferita diventa tua, diventa del lettore, diventa universale. E forse allora il poeta ha raggiunto quello lui stesso chiama "insuccesso", ma che in realtà rappresenta la prova finale di una poesia: essere letta e resa nostra.



Bruno , Recensione verificata IBS


Un continuo turbinio di emozioni, una sorta di viaggio dentro se stessi. Sin dalla prima pagina sono stata catturata, avvolta ed anche abbracciata a tratti da quanto letto. E già, perché mi sono sentita “meno sola". Ma ciò che mi ha più colpita già dalla seconda pagina è, senza ombra di dubbio il fatto che una persona, giunta al suo quinto libro, provi quella sorta di “rapimento” davanti ad un foglio bianco. E già, è bello leggere che il candore di questo colore riesca a pervadere persino il suo autore, perché ti fa sentire più vicino a colui che si è messo a nudo e ti ha preso, conducendoti per mano. In tanti suoi momenti di vita vissuta, che però allo stesso tempo sono anche la “tua”, nel suo “mondo” , che è anche un po’ il tuo ed assieme è stato bello ripercorrere momenti di gioia e di enorme dolore. Non parlo del dolore fisico, ma quello dell’anima che è il più difficile da sconfiggere o con il quale scendere a patti. E già, tante, troppe di quelle situazioni sono anche le tue.



Sara Ferri, recensione verificata IBS


Il pugno allo stomaco lo ricevi subito, già nelle note dell'autore, il suo dolore te lo sbatte in faccia, non ti da la possibilità di far finta di non capire. Un dolore immenso che ha che fare con la morte e che ha origine in un passato recente, che lo ha marchiato a fuoco e che non lo lascia. E' bravo Michele, usa un linguaggio moderno per esprimere sentimenti arcaici, nella sua "poesia" ci trovi sofferenza, rabbia, inquietudine ma non c'è arresa. Più che una speranza c'è la consapevolezza che si può svoltare l'angolo, che si può cambiare prospettiva.



Rosamaria, Recensione verificata IBS


UN LIBRICINO PICCOLO..HO PENSATO LO LEGGO IN UN VOLO..POI COMINCIO A LEGGERE...LEGGO E MI IMMERGO IN UNA REALTA' PIENA DI BOCCONI AMARI..DI DOLORE E DI RANCORE..SCORRO LE PAGINE E IN SINGHIOZZI DI LACRIME CONDIVIDO CON TE I TUOI DOLORI..LEGGENDO COME IN UN RITORNELLO LE COSE CHE CONTINUAMENTE RIPETO A ME STESSA...PIEGO L'ANGOLO DELLE PAGINE DOVE LE TUE PAROLE MI SEGNANO DI PIU'...MI VIENE IL MAL DI STOMACO ..ATTENZIONE, NON PER IL TUO LIBRO MA PER QUELLO CHE MI RIEVOCA..TROVO CORAGGIOSO IL FATTO CHE TU RIESCA A IMPRIMERE CON INCHIOSTRO INDELEBILE TUTTO QUELLO CHE HAI VISSUTO SU QUESTO LIBRO.. CHE PICCOLO E', MA DI UN GRANDE CONTENUTO..CHE A ME DANNO IL CORAGGIO DI AMMETTERE CHE TUTTO CIO' CHE è STATO NON SARA' PIU', CHE PER CERTE COSE NON C'è UNA SECONDA VOLTA..MA CHE IO SONO..E CHE TUTTO IL RESTO è CONTORNO...UN GRAZIE DI CUORE..TI LASCIO UN ABBRACCIO GRANDE COME IL TUO CUORE...



Monica, Recensione verificata IBS
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